Modi diversi per un corso on line – A different on line course

English section of the post

In this post I’ll try to summarize in italian language the content of How This Course Works post. So it is not necessary the english translation of it. Better the original one!

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Leggo la pagina How This Course Works del Critical Literacies Online Course Blog in fase di avviamento. Si tratta di un corso di tipo connettivista e le differenze di concezione e di svolgimento sono subito evidenti. Provo a puntualizzarle.

Intanto va evidenziato che l’obiettivo del corso non è quello di ricordare dei contenuti. Si tratta piuttosto di intraprendere delle attività che saranno, di conseguenza, diverse da persona a persona. La sede di svolgimento inoltre non è unica ma l’intero web è potenzialmente coinvolto. Le attività principali sono quattro:

  • Aggregazione

Il corso fornisce una grande quantità di materiali in forma di letture, video, audio e quant’altro immaginabile. La quantità è tale che non è pensabile che si possa leggerli tutti. Ognuno allora è chiamato a scegliere quanto ritiene più interessante e appropriato ai personali interessi.

  • Remix ( non saprei come tradurlo)

Una volta che alcuni contenuti siano stati letti o ascoltati o guardati, il passo successivo è di tenerne in qualche modo traccia. I modi consigliati per questo sono:

  • scrivere un post sul proprio blog (eventualmente aprendone uno nuovo su blogger o su wordpress)
  • creare un nuovo item su delicious per ogni documento fruito
  • prendere parte alla discussione sui forum della piattaforma on line del corso
  • inviare dei messaggi su Twitter
  • Riproposizione

Si tratta forse della fase più difficile e delicata. Deliberatamente è stato scelto questo termine perchè non si tratta di fare delle “creazioni”, quanto piuttosto delle rielaborazioni personali dei materiali precedentemente aggregati e “remixati”. L’accento qui è posto sul fatto che non si tratta di partire da zero, bensì si parte dai materiali che sono stati precedentemente proposti. Gli stessi materiali dovranno costituire i mattoni sui quali costruire pensiero e comprensione.

Questo pensiero, questa comprensione, sono il vero oggetto del corso. Gli strumenti di alfabetizzazione critica che saranno descritti nel corso dovranno costituire i veri e propri strumenti (tools) per creare il proprio personale contenuto. Il compito dei corsisti è, quindi, non quello di memorizzare i contenuti, ma di usarli come strumenti con i quali fare pratica.

  • Condivisione

Altra attività fondamentale per il corso è quello della condivisione di quanto andiamo producendo. Può essere imbarazzante, può capitare di sentirsi esposti e di fare pubblicamente degli errori, ma si tratta di una operazione stimolante che ci spinge a lavorare più duramente e più significativamente. E poi il corso si nutre, letteralmente, della condivisione dei materiali che ogni partecipante produce: ogni contributo incrementa la quantità di materiale disponibile. Le persone apprezzano molto che si condivida con loro del materiale. Ognuno di noi apprezza la possibilità di poter accedere a dei materiali.

Le modalità della condivisione sono le seguenti: taggare ogni contributo con la sigla CritLit2010, specialmente su delicious o su twitter. Attraverso questo tag i diversi contributi saranno automaticamente aggregati a livello dell’intero corso. Stesso discorso vale per i post sui blog, o i materiali su facebook o flickr.

Quando un corso connettivista funziona bene, grazie a questa modalità di condivisione è possibile assistere all’instaurarsi di un grande ciclo di produzione, creazione e condivisione. Una esperienza così bella che non si vorrebbe che terminasse con il corso stesso.

Sei lezioni sul futuro del libro

copertina del libro "La Quarta rivoluzione: il futuro del libro"

Non si direbbe che un tema come quello del libro, sì, il libro inteso come oggetto e strumento, possa essere così ricco di considerazioni, così interessante. Personalmente ho avuto la possibilità di leggerlo ancora prima della sua uscita, come studente del corso ebooklearn per la realizzazione di “ebook” e posso assicurare i curiosi e i potenziali lettori che Gino Roncaglia è riuscito brillantemente in una operazione niente affatto facile: scrivere una sorta di manuale, che è anche un saggio, che si legge e appassiona come un romanzo!

Disponibile il download di alcune pagine-saggio in formato pdf.

Sloop2Desc – Andamento dei lavori sulla piattaforma

Ho partecipato ieri all’incontro tra gli attori del progetto Sloop2Desc e i rappresentanti delle aziende coinvolte nel progetto.   Ne ho approfittato per sperimentare un nuovo sistema per la realizzazione di presentazioni: Prezi . Lo strumento mi sembra molto promettente e sul sito si trovano diverse realizzazioni e dimostrazioni. Qui di seguito inserisco la mia presentazione e il file audio del parlato.

L’audio relativo alla presentazione

Un’arca per i suoni

Arca dei SuoniNella natura di un’arca c’è, ovviamente, il “contenere”, il  trasportare, il “mettere in salvo”. Arca dei Suoni, sito realizzato dalla Unità operativa IX del Centro per il Catalogo della Regione Siciliana, fa certamente questo: raccoglie dei contributi sonori variamente significativi della cultura siciliana, li mette a disposizione, li diffonde, li distribuisce per mezzo del sito stesso, li mette in salvo dall’oblio. Si tratta già di obiettivi ambiziosi e certamente assai meritevoli. Ma Arca dei Suoni va “molto più in là”: ispirandosi da una parte alle più recenti esperienze di “user generated content” presenti in rete, dall’altra alle pratiche  più avanzate riconducibili, in ambito didattico, al cosiddetto “apprendimento collaborativo” e in accordo con una serie di scuole, ha sensibilizzato e incoraggiato gli alunni a raccogliere delle testimonianze sonore provenienti dai rispettivi ambienti: racconti di vita degli anziani, descrizioni di antichi lavori, canti, cunti, l’intero panorama delle possibilità è stata registrata dai ragazzi e autonomamente caricata sul sito stesso. L’operazione sembra apparentemente banale e potrebbe essere scambiata per una sorta di scimmiottamento delle ricerche etnoantropologiche. Ma, anche qui, si tratta di molto di più! Senza voler sembrare eccessivamente retorici, tuttavia va detto che si tratta di una delle dinamiche più genuinamente capaci di costruire, di recuperare, una identità culturale e, allo stesso tempo, di storicizzarla in un processo di scoperta di “cose” forse immaginate, certamente percepite come “lontane”, ma che, saldando le vite degli individui personalmente conosciuti agli eventi della “grande storia”, scatenano una autentica curiosità e voglia di conoscenza, un processo di ricerca e di sistematizzazione altrimenti indicabile come “laboratorio di storia”. Una storia ri-costruita piuttosto che sofferta sui libri di testo, un insieme di scoperte, la possibilità di essere protagonisti delle pubblicazioni di un sito web, ce n’è abbastanza per capire che si tratta di una proposta e di una realizzazione (anche se ancora si tratta di un “prototipo”) dalle potenzialità veramente elevate.
Dal punto di vista tecnico c’è poi da osservare che la realizzazione del sito ha privilegiato l’uso di software di tipo “open source” gratuito e liberamente reperibile in rete, cosa che ha garantito la fattibilità a costi praticamente nulli e che ne continua a garantire la aggiornabilità costante nel tempo. La partecipazione è aperta potenzialmente a tutti quelli che ne hanno voglia: basta registrarsi, operazione analoga a quella tante volte compiuta presso le diverse comunità in rete, e chiedere agli amministratori che il proprio account venga promosso ad “autore“. A questo punto si è pronti per caricare file audio che vengono indicizzati da un database insieme ad una serie di informazioni aggiuntive: titolo, nome della persona che ha curato la registrazione, luogo, data, etc, etc. Lo stesso database è lo strumento principale per la diffusione degli stessi brani: appena caricato, un brano è immediatamente fruibile da chiunque nel mondo disponga di una connessione al web. Insieme ai brani sono caricabili anche immagini, video, testi che ne diventano il corredo e ne amplificano l’interesse culturale. Un sistema di georeferenziazione permette poi di esaminare una mappa interattiva che mostra la localizzazione di provenienza dei diversi file audio in archivio. Completano il sito un blog collettivo, un forum, un sistema di download di materiali, un sistema di messagistica tra gli iscritti.
Insomma, questa volta volutamente con retorica, potremmo concludere dicendo che si tratta di una iniziativa rivoluzionaria sia che la si guardi dal punto di vista di un ufficio regionale, sia che l’osservatorio sia quello delle “buone pratiche” didattiche. Arca dei Suoni riesce ad unire e valorizzare  il meglio di due mondi, quello della scuola e quello della burocrazia, generandone una nuova alleanza in grazia della quale i vantaggi ricadono sulla comunità  e sugli individui: tutti noi beneficiamo dell’archivio e della raccolta, tutti i partecipanti vivono una esperienza con grandi e significative ricadute sul piano della formazione personale.
Bello!

Palermo Google Technology User Group

Logo del GTUG di Palermo

Certe volte si scopre di essere più aggiornati su eventi lontani ai quali non si può partecipare che ad iniziative che avvengono nel proprio territorio, nella propria città. E’ il caso del GTUG (Google Technology User Group) di Palermo, una iniziativa che ha organizzato già tre incontri e che si rivolge soprattutto ai giovani anche come strumento di crescita professionale e come moltiplicatore di opportunità lavorative.

Personalmente ritengo utilissimi, sia in ambito professionale che in quello personale, gli strumenti che google mette gratuitamente a disposizione; parlarne significherebbe andare ben oltre i limiti d iun articolo di un blog, ma va detto che  saperli bene adoperare o, ancora meglio, saperli utilizzare per sviluppare nuove applicazioni e nuovi “mashup” potrebbe aprire la strada a molti dei nostri diplomati in informatica.

Alcuni link per meglio conoscere l’iniziativa:

Al via Sloop2Desc

Mercoledì 24 febbraio ha avuto luogo il workshop iniziale del progetto Sloop2desc. Il progetto consiste nella formazione di una serie di insegnanti sulle tematiche relative all’apprendimento in rete, alla condivisione di OER (open educational resource), alla realizzazione di LO (learning object), unitamente ad una attenzione e proposizione dei contenuti Eucip relativi alle professioni informatiche del settore IT e alla adozione dello EQF (European Qualification Framework) per la certificazione delle competenze.

Come si può facilmente intuire si tratta di un progetto piuttosto ambizioso (vedi i dettagli su sloopproject.eu ) e infatti i partecipanti sono in maggioranza docenti con esperienze nel settore.  A questa fase ne seguirà una seconda, durante la quale i docenti appena formatisi diventeranno essi stessi tutor e formatori per una seconda edizione, più allargata, dell’iniziativa. Si prevede di formare in questa prima fase una cinquantina di docenti per arrivare, nella seconda, ad un totale di circa quattrocento.

Incorporo qui di seguito lo slidecast della presentazione che ho tenuto nella medesima occasione: si tratta di un prodotto “live” (con tutte le imprecisioni e i piccoli inceppamenti del caso), con audio registrato con l’iPhone e montato direttamente su slideshare.

Fondamentale per capire il progetto la presentazione di Pierfranco Ravotto

Creative Collaboration and Immersive Engagement: The Hyperlinked Campus

Ho visto ieri un interessantissima presentazione di Michael Stephens, Assistant Professor, Graduate School of Library and Information Science, Dominican University ove si mostra quanto e come tutti gli strumenti del cosiddetto web 2.0, unitamente ai dispositivi “mobile”, contribuiscano a determinare il clima e le metodologie didattiche a livello di studi universitari. Il video è accessibile a questo link:  Creative Collaboration and Immersive Engagement: The Hyperlinked Campus

Volendo sintetizzare al massimo, questa la slide forse più significativa:

 
Mi piacerebbe molto che vedessero questo video tutti gli addetti alla sicurezza delle reti informatiche delle nostre scuole. E che magari si convincessero dell’opportunità di non impedire l’accesso a siti “social” quali delicious, youtube, slideshare . . .

Che cos’è che non va?

Grazie ad una segnalazione del Cidi di Palermo ho potuto leggere un interessante e gradevole articolo pubblicato sul numero 1 de “Il Giornale di Fisica” del 1956 (fatidica data, coincidente, ahimè, col mio anno di nascita). Scritto dal professore Enrico Persico, già collaboratore di Fermi nonchè autore di numerosi testi sulla meccanica quantistica, si sofferma su alcuni aspetti di quelle che oggi definiremmo le performance dei nostri alunni  durante un esame universitario.

Le osservazioni riguardano un aspetto piuttosto contraddittorio: la maggior parte degli studenti ritiene difficile la trattazione matematica dei vari fenomeni fisici, quando invece, dovendo rispondere a delle domande di esame, si trova con essa molto più a suo agio che a spiegare la natura del fenomeno stesso e le eventuali applicazioni pratiche e tecnologiche.

“Mi dica almeno qualcosa sulle onde elettromagnetiche”.
La candidata, che poco fa non aveva saputo dire perchè i fili della
luce elettrica sono rivestiti di isolante, appare ora visibilmente solle-
vata e comincia ad allineare sulla lavagna in bell’ordine le equazio-
ni di Maxwell nella loro elegante forma vettoriale. Finalmente una
domanda facile!

…. Leggi tutto “Che cos’è che non va?”

Creative Commons? No! Accaparramento dei diritti!

Da qualche tempo si moltiplicano iniziative tendenti a spostare utenti da Flickr o da Youtube verso altri siti che si dichiarano seguaci dello “user generated content” . L’ultima proposta di questo genere mi è arrivata proprio oggi da parte di Citizen Report, una iniziativa di Rai Educational, per tramite della posta “interna” di Flickr. Qualcuno quindi si iscrive su Flickr giusto per procurarsi nomi e indirizzi presso i quali promuovere l’iniziativa: a tutti gli effetti potremmo classificare questo atteggiamento “spam“. Infatti l’utente “Citizen Report” su Flickr non ha caricato nemmeno una foto! Nè si è preoccupato di cambiare il generico avatar grigiolino . . . Nessuna condivisione, quindi, ma solo scelta di indirizzi presso i quali spammare.

Andando al contenuto della proposta troviamo l’invito di iscriversi alla nuova “community” (comincio a non sopportarla più questa parola . .) per postare fotografie e soprattutto video tipo reportage su tutta una serie di temi di attualità. Questa la mia replica:

Non mi convince . . . Gli spazi e gli ambienti per pubblicare quanto prodotto ci sono già! Perchè pubblicare su Citizen Report piuttosto che su Youtube o su Flickr? L’iniziativa è interessante, ma rischia di diventare (arenandosi) come inutile e sottodimensionato duplicato. Sarebbe preferibile costituire una redazione che selezioni contenuti già pubblicati e li inserisca in un programma televisivo e in un discorso più complessivo.

Carlo Columba

Volendo indagare sui motivi che stanno dietro questa iniziativa vado a leggere la fatidica pagina “Termini e condizioni d’uso” nella quale campeggia subito questo illuminante periodo:

1. Licenza

1.1 Lei concede gratuitamente in licenza d’uso alla Società  per l’intero filmato audiovisivo e/o fotografia e/o immagine (di seguito il ‘Contenuto’ o, congiuntamente, i ‘Contenuti’) e per ogni sua singola parte o sequenza, in perpetuo ( o diversamente indicare la durata della concessione) con la più ampia facoltà di sublicenza sia la proprietà dei relativi materiali che tutti i diritti di utilizzazione e sfruttamento ed ai terzi autorizzati dalla Società, con ogni piu’ esteso diritto di elaborazione e riproduzione nel senso piu’ ampio e i relativi proventi senza limiti di tempo, di spazio, di passaggi ne’ di altro genere  – in qualsiasi lingua, sia in versione sincronizzata che sottotitolata, in qualsiasi sede, forma e modo, originario o derivato (artt. 12-19 l. 633/1941, ivi compreso il noleggio ed il prestito con qualsiasi mezzo tecnico e/o tecnologia di trasmissione oggi esistenti o di futura invenzione (esemplificativamente: via etere, cavo/fibra/doppino telefonico, satellite di ogni genere e tipo, narrowband, broadband, wireless, con segnale sia analogico che digitale, etc.) con qualsiasi formato, su qualsiasi supporto e attraverso qualsiasi canale distributivo su qualsiasi piattaforma e con qualunque terminale/modalità di accesso, tecnicamente concepibili oggi e/o in futuro.

Tutto chiaro adesso? Il tentativo è quello di sfruttare la voglia degli utenti di diffondere il proprio materiale per potersene accaparrare i diritti! Con buona pace del “Copy left” e del “Creative Commons”!!

Web semantico cercasi disperatamente

Esperienza assolutamente esemplificativa! Non ho ancora finito di caricare su Youtube un video in due parti sulla soluzione delle reti elettriche in alternata. E’ un argomento che mi serve per le quinte classi, un classico dell’elettrotecnica e dell’elettronica. Bene, da un controllo sulla prima parte tutto ok, il video si vede bene ma . . .  i video correlati, quelli cioè che vengono proposti accanto e in aggiunta a quello principale visualizzato,  sono tutti sportivi! Anzi, calcistici: sono video di goal, di “reti” per l’appunto!

Ho provveduto a togliere la parola “reti” dalle parole chiave e dal titolo, spero entro domani di vedere correlazioni con video di argomenti più consoni!